In base alle stime teoriche, al netto di eventuali modifiche tariffarie decise dagli operatori dopo l'entrata in vigore delle nuove norme, l'impatto annuo dell'abolizione dei costi di ricarica sulle entrate dei gestori dovrebbe essere di circa 1,7 miliardi di euro, ripartiti, in base alle quote di mercato

detenute, in
700 milioni di euro per
Tim,
600 milioni per
Vodafone,
200 milioni per
Wind e
100 milioni per
3 Italia.
Il conto è stato esaminato in un
incontro tra il
Garante delle comunicazioni, Calabrò, e le
associazioni dei
consumatori che è servito per decidere una più stretta collaborazione tra le parti con l’intento di
informare e
tutelare gli utenti di fronte alle novità introdotte nel settore delle telecomunicazioni.
Le stesse organizzazioni dei consumatori potrebbero inoltre diventare
parti attive nella predisposizione degli strumenti per la trasparenza tariffaria delineati dall'Autorità (come ad esempio i
panieri tariffari). Ed è proprio su questo punto che le associazioni, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, hanno chiesto un'accelerazione, perché le novità in materia di trasparenza possano entrare in vigore entro l'estate.
Fonte:
www.cellulare-magazine.it