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Indennizzo diretto

Procedura semplice e lineare, che puo' abbattere le tariffe del 15/20 percento
 
Gio, 01 Feb 2007 01:02:00

Articolo


COMUNICATO STAMPA



INDENNIZZO DIRETTO: PROCEDURA SEMPLICE E LINEARE, CHE PUO’ ABBATTERE LE TARIFFE DEL 15-20 PER CENTO,TAGLIARE COSTI IMPROPRI DEI VARI ATTORI (STUDI MEDICO-LEGALI,PERITI, AVVOCATI,ECC.) CHE LUCRAVANO NEL SOTTOBOSCO DEI RISARCIMENTI TRA 1,5 E 2 MILIARDI DI EURO L’ANNO,SCARICATI SUI PREMI,INDURRE LE COMPAGNIE AD OFFRIRE SERVIZI DI QUALITA’.

MA PER LA SUA EFFICACIA,OCCORRE UN MONITORAGGIO ATTENTO CON DOVEROSE SANZIONI,

QUALORA LE COMPAGNIE DOVESSE OSTACOLARE LA RIFORMA CON I CONSUETI GIOCHETTI

DI RITARDARE L’OFFERTA RISARCITORIA O FARE RICORSO AL CONTENZIOSO GIUDIZIARIO.





Il nuovo sistema RC Auto di “indennizzo diretto”,che entra in vigore oggi,in applicazione del primo pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni,è una procedura semplice e lineare, che oltre a far recuperare la fiducia perduta tra assicurati e la propria impresa di assicurazioni, taglia fuori i troppo soggetti che si sono arricchiti nel sottobosco degli indennizzi RC Auto,avendo un interesse diretto, contrastante con quelli del danneggiato, ad allungare i tempi dei risarcimenti con svariate difficoltà e troppi passaggi burocratici, per lucrare tra 1,5 e 2 miliardi di euro l’anno,scaricati sulle tariffe.

La procedura,che si applica solo in caso di incidente tra due veicoli, ossia la stragrande maggioranza dei sinistri,eliminando i troppi sensali che lavoravano in contrasto con gli interessi degli assicurati ad avere offerte di risarcimento celeri con la riparazione dei danni materiali (per quelli fisici superiori a 9 punti resta la vecchia procedura),se correttamente applicata dalle compagnie,porterà a regime risparmi consistenti, che Adusbef e Federconsumatori quantificano in 150-180 euro ad assicurato.

Per rendere efficace l’indennizzo diretto,occorre la condivisione di questo nuovo strumento da parte delle compagnie di assicurazioni,poco aduse sia alle regole della concorrenza,che a soddisfare, con offerte eque, i danni materiali inferti agli assicurati,da parte di compagnie “terze” chiamate in precedenza a corrispondere equi indennizzi,perchè non avevano alcun vantaggio ad instaurare rapporti seri ed equilibrati con utenti che non erano i propri, con vari espedienti,anche di ordine giudiziario confidando nei tempi lunghi della giustizia (basta vedere la mole del contenzioso giudiziario) volti a ritardare i rimborsi.

Quando l’automobilista riceve un danno materiale al proprio bene assicurato, il suo interesse non è quello di poter lucrare dal danno stesso, come volevano far ritenere quei “sensali” che difendevano lo status quo e che avevano creato un vero e proprio mercato nel sottobosco degli indennizzi,ma di ripristinare il suo mezzo alle stesse condizioni precedenti al sinistro e nei tempi più rapidi possibili.

L'introduzione dell'indennizzo diretto costituirà sicure condizioni di maggior concorrenza tra le compagnie, che dovranno rafforzare le strutture degli uffici reclami e di liquidazione dei sinistri,a volte aperti poche ore a settimana,dato lo scaricabarile di imprese che potevano nascondere l’inefficienza e la scarsa qualità dei servizi erogati addossandoli ad altre compagnie,ma occorre un attento monitoraggio per evitare i consueti giochetti insiti nel DNA di imprese poco aduse alla cultura del “cliente”,sanzionando tali eventuali comportamenti ostativi della riforma.

Adusbef e Federconsumatori,che iniziarono 10 anni fa la solitaria battagli per semplificare i risarcimenti mediante l’indennizzo diretto poco gradito ed ostacolato dall’ANIA, mettono a disposizione le proprie strutture territoriali per raccogliere le eventuali segnalazioni di inadempienza che saranno denunciate al ministero dello Sviluppo Economico.



Elio Lannutti (Adusbef) - Rosario Trefiletti (Federconsumatori)



Roma,1 febbraio 2007
 

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