Prestiti piccoli ma salati. Occhio al bidone Fra tassi e spese si può superare il 20%. “Attenzione: in banca si spende meno” Lun, 04 Giu 2007 12:49:00 |
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Prestiti piccoli ma salati. Le società che invogliano al mini finanziamento riempiono di pubblicità le pagine dei giornali e arruolano i personaggi più popolari per farsi conoscere attraverso la televisione.
Ai risparmiatori offrono somme anche d'importo contenuto che partono dai 1.500 e arrivano fino ai 5 mila euro da rimborsare in piccole e comode rate. Per ottenere la modesta iniezione di liquidità chiedono pochi documenti e nessuna spiegazione, promettono di essere veloci nell'erogare le cifre richieste (dalle 24 alle 48 ore) e spesso non serve nemmeno recarsi in agenzia perché basta presentare la richiesta in Internet. Ma conviene davvero rivolgersi agli specialisti del piccolo prestito? I dati raccolti sulle principali società di credito al consumo dimostrano che prendere a prestito cifre al di sotto dei 5 mila euro per crearsi una riserva di liquidità da spendere come e quando si vuole non è un gran buon affare.
In alcuni casi, i tassi applicati dagli operatori del settore si avvicinano, infatti, alle soglie d'usura stabilite ogni tre mesi dalla Banca d'Italia. Nel caso di un finanziamento dell'importo di 4 mila euro rimborsabile in 48 rate, il tasso annuo effettivo globale (Taeg), che misura il costo reale del debito perché tiene conto anche di tutte le spese accessorie può superare il 20% e non scende sotto l'11% (vedi tabella). Le rate da rimborsare ogni mese sono sempre molto modeste vista anche l'esiguità del prestito e variano dai 130 ai 99 euro al mese a seconda dell'operatore. In alcuni casi il Taeg può arrivare anche al 25% in 12 mesi. In altre parole per un prestito di soli 4 mila euro, il risparmiatore rischia di dover rimborsare dai 5 mila ai 5.500 euro a cui si sommano varie spese iniziali come quelle per l'apertura della pratica. Insomma un bel salasso considerata l'esiguità del prestito. Per questo le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e denunciano l'eccessiva onerosità di molti prestiti erogati nel settore del credito al consumo, un comparto che tuttavia cresce a ritmi vertiginosi con tassi di sviluppo del 20% negli ultimi due anni e un volume complessivo salito oltre gli 85 miliardi di euro. "Il piccolo prestito ormai viene presentato come il salvagente per le famiglie ma non si tratta di un vero aiuto perché alla fine indebitarsi poco costa molto di più che chiedere un prestito di importo più consistente", dice Fabio Picciolini, Responsabile per il settore del credito dell'associazione dei consumatori Adiconsum. E se l'estensione dei tempi per il rimborso può sembrare un sollievo per il portafoglio in realtà finisce soltanto per pesare ancora di più sulla spesa finale perché il monte interessi aumenta con l'allungarsi del tempo del rimborso. Inoltre, molto spesso, quando il risparmiatore si rivolge alla finanziaria per l'estinzione anticipata del prestito si ritrova a pagare tutte le quote residue senza che da queste vengano sottratti gli interessi. È quando denuncia l'Adusbef, l'associazione a difesa degli utenti dei servizi bancari e assicurativi. | fonte: SANDRA RICCIO La Stampa - http://www.lastampa.it
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