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Ici, arriva la stangata

Revisione degli estimi, possibili aumenti del 100% Il governo assicura: il gettito resterà invariato
 
Gio, 04 Gen 2007 00:23:00

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ROMA - Le tasse sulla casa non sono uguali per tutti: può capitare che l'Ici versata dal proprietario di una abitazione di periferia sia molto più alta rispetto a quella pagata da chi abita in un costoso appartamento del centro storico. La differenza è legata alla posizione catastale assegnata all'immobile che può attribuire, nel primo caso, un valore alto alla nuova costruzione e uno basso alla casa popolare situata nel cuore della città. Sperequazione che il governo assicura ora di voler correggere.

Un disegno di legge delega contenuta in un collegato alla Finanziaria prevede infatti la revisione degli estimi catastali da agganciare al valore commerciale degli immobili. L'operazione - assicurano a Palazzo Chigi - sarà a saldo zero, ma di fatto per alcuni proprietari di immobili si tradurrà in un netto aumento dell'Ici. E la prospettiva preoccupa assai Confedilizia, associazione dei proprietari stessi, convinta che alla fine della partita "la tassazione sul mattone possa risultare più che raddoppiata".

Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia, assicura che le parole d'ordine che guideranno la revisione degli estimi catastali saranno "perequazione e invarianza". "Dalla rimodulazione non nasceranno nuove entrate - precisa - ma certo chi ora paga troppo si troverà a pagare di meno e chi paga troppo poco dovrà versare di più". Non vi sarà dunque, come qualcuno aveva ipotizzato, una clausola di salvaguardia che protegga i proprietari della casa di abitazione: per il costoso appartamento del centro storico accatastato sotto l'etichetta "popolare" l'Ici senza dubbio aumenterà.

"Ciò non vuole dire - afferma Grandi - che fatti salvi i saldi non vi possa essere una attenzione particolare alla prime case. Se ci saranno gli spazi, e sono sicuro che si troveranno, i criteri saranno rideterminati al fine di assicurare loro vantaggi fiscali. La richiesta è alta e ne terremo conto. Inoltre ricordiamo che per questa categoria la ridefinizione degli estimi non produrrà ai fini dell'Irpef alcuna novità, perché le prime case sono già esenti dall'imposta".

Anche per le case affittate, nella stragrande maggioranza dei casi, si dovrebbe continuare a tassare l'importo dell'affitto. Per quanto riguarda le compravendite immobiliari andrebbero riviste imposta di registro, ipotecaria catastale e Iva. Quanto agli spazi da recuperare a vantaggio delle prime case Grandi ricorda che in Italia parte del patrimonio immobiliare sfugge al catasto, che dietro "ai due milioni di case definite come rurali o, peggio, come capanni per gli attrezzi ci sono sicuramente anche alcune belle case o ville adibite ad agriturismo".

L'adeguamento del catasto al mercato, di fatto, prevede scelte volte all'equità di trattamento. Una delle più clamorose è quella di utilizzare come parametro non il vano catastale, ma il metro quadro di superficie, al fine di evitare - come ora accade - che un appartamento di 80 metri quadri e uno di 70 possano essere tassati in modo uguale.

Certo è che, per garantire saldi invariati, i Comuni dovranno effettuare una simulazione della nuova base imponibile degli immobili, verificare l'incremento dei loro valori catastali e rimodulare le aliquote e le detrazioni Ici. "Per evitare l'insorgere di possibili nuove sperequazioni fra proprietari di immobili - afferma Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia - il legislatore dovrà assicurare un quadro normativo di carattere generale che obblighi i Comuni ad assicurare effettivamente la sostanziale invarianza del gettito".

L'Adusbef, associazione dei consumatori, prevede comunque che dalla revisione di Ici ed estimi catastali risulterà una maggiore tassazione media di 63 euro.

(4 gennaio 2007)

Autore: di ROSA SERRANO
Fonte: La Repubblica www.repubblica.it
 

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