La Bce, rispettando le attese, ha alzato i tassi di interesse, portandoli al 3,75%. E l'Adusbef lancia l'allarme mutui: questo ritocco "mette a rischio di insolvenza milioni di famiglie con redditi fissi, ma indebitate a tasso variabile", dicono dall'associazione dei consumatori, secondo i cui calcoli questo rialzo porterà ad un aggravio per i mutui a tasso variabile fino a 340 euro all'anno. E' il caso di una rata per un finanziamento da 200 mila euro a 20 anni, con un tasso che si accinge a passare dal 5,36% al 5,61%.
Per lo stesso mutuo, considerando gli aumenti intervenuti a partire dal gennaio del 2005 (in questo caso il tasso crescerà dal 3,86% al 5,61%), si pagano 191 euro in più al mese, fino a quasi 2.300 euro l'anno.
Prendendo invece in considerazione un mutuo da 200mila euro a 10 anni, l'aumento rispetto a ieri sfiorerà i 300 euro l'anno (+25 euro al mese) e, rispetto a gennaio 2005, sarà di circa 2mila euro.
A giudizio dell'associazione le responsabilità delle banche sono evidenti, perchè con i loro consigli ''hanno indotto a stipulare prestiti a lunga e lunghissima scadenza a tassi variabili, sia perchè le minori rate consentivano di rientrare nei range di restituzione commisurati ai redditi, ma soprattutto perchè con il tasso indicizzato la banca addossa ai mutuatari qualsiasi onere e rischio''.
Una buona notizia per le famiglie, tuttavia, c'è. L'associazione ricorda infatti che l'interpretazione autentica del decreto Bersani impone agli istituti di credito, non obbligati a ritoccare mutui, prestiti personali ed affidamenti, qualora dovessero adeguarsi alle decisioni BCE, di aumentare anche i depositi bancari, come libretti di risparmio, certificati di deposito e conti correnti. ''Tale simmetrica scelta - calcola l'Adusbef - porterà nelle tasche dei correntisti e risparmiatori la non trascurabile somma di 1,773 miliardi di euro, precedentemente incamerata dagli istituti di credito''.
Il rialzo dei tassi, conclude infine l'associazione, costerà allo Stato, indebitato per la somma di 1.607 miliardi di euro, la somma a breve (12 mesi) di 0,86 miliardi di euro (su CCT E BOT), di 4 miliardi di euro sul totale del rinnovo del debito pubblico (1.607,721 miliardi di euro).
Ecco una tabella che mostra l'aumento della rata mensile per un mutuo da 200mila euro a tasso variabile a 10, 15 e 20 anni tra l'inizio del 2007 e oggi, dopo il rialzo deciso dalla Bce (dati espressi in euro secondo le elaborazioni dell'Adusbef).
DURATA MUTUO VECCHIA RATA NUOVA RATA VAR.MESE VAR.ANNO
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10 ANNI 2.156,60 2.181,40 24,80 297,60
15 ANNI 1.619,40 1.645,80 26,40 316,80
20 ANNI 1.360,00 1.388,20 28,20 338,40
Fonte: http://www.tgfin.mediaset.it